Breve storia del tamburello bergamasco

nella foto: S.T. Pontirolo anno 1936
Un telo di nailon teso su di un telaio di plastica a forma circolare del diametro di 28 centimetri. Una palla di gomma pesante 82 grammi, dura ma elastica. Un campo di gioco lungo 80 metri e largo 20, tutto in terra battuta, diviso in due uguali settori, a metà, da una riga sottile di calce e calcato da cinque giocatori per ognuna delle squadre schierate.
Una lontanissima assomiglianza ad altri giochi con la palla, praticati con gli arti superiori. Si dice dai Maya e dagli Aztechi, dai Greci e dai Romani. Certamente ha natali lontani che si perdono nel tempo. Forse all'ombra delle mura dei castelli medioevali, del periodo rinascimentale.
Questo è "il Tamburello". Un gioco che accoppia la potenza alla fantasia, la coordinazione all'intelligenza, l'attacco alle capacità difensive. Prettamente italiano, non conosce trucchi ma pretende rapidità (la pallina viaggia oltre i 200 Km all'ora), potenza, resistenza fisica e psichica (una partita dura in media dalle due alle tre ore ma può raggiungere anche le cinque ore), agilità, destrezza, concentrazione, intuizione, riflessi, capacità valutative e critiche quasi perfette.
Vive nei paesi che fanno da corona alle città e quasi tutti in pianura. Senza clamori pubblicitari di tipo particolare e senza grossi sponsor. Non ancora considerato, se non marginalmente, serbatoio di voti dai politici di casa nostra è alimentato da uomini di sport che sentono quanto sia bello, giusto e utile non perdere i valori che contengono le tradizioni. Essi non snobbano le novità, ma non ricorrono le mode, sentendo che la loro passione, la loro saggezza e la loro forza, possono trovare giusto impegno solo in un gioco dove la fortuna e la casualità hanno scarsa se non nulla possibilità di influire sul risultato.
Dal CONI è riconosciuta come disciplina associata. Dal Ministero della Pubblica Istruzione come uno sport formativo e di sviluppo educativo tanto che l'ha include nel programma dei Giochi della gioventù e dei campionati studenteschi.
E' praticata da migliaia di squadre su tutto il territorio nazionale e i campionati di serie A e B, ne sono la più qualificata espressione. C'è inoltre la serie C e D, i campionati indoor su dei campi con un perimetro ridotto. E poi anche quelli delle categorie giovanili, master e veterani. L'attività di maggior prestigio è quella a livello internazionale. Il "pianeta" donna, è in continua espansione e da oltre sette lustri si svolgono i campionati italiani di categoria.
La nostra provincia conta illustri passati, grandi campioni e società prestigiose come dimostrano i tanti nomi di paesi bergamaschi riportati negli albi d’oro dei campionati nazionali. Vittorie importanti come lo scudetto conquistato nel 1999 in serie A dal San Paolo d’Argon, l'unico vinto sinora da una squadra maschile orobica nonostante quello che si assegna quest’anno sia il numero cento. E ancora la Coppa Italia maschile vinta nel 1993 dal Bonate Sotto e nel 2001 dal San Paolo d’Argon.
In campo femminile spiccano i tre scudetti vinti dall’Aurora Seriate dal 1984 al 1986, i due conquistati dal Bergamo Curno nel biennio 2002 -2003 e i titoli italiani indoor vinti nel 2010 e nel 2011 dal San Paolo d’Argon che vanta pure una Coppa Italia open, due Coppe Europa indoor e altrettante nell’attività open. A questi vanno aggiunti diversi scudetti conquistati dalle squadre giovanili o quelli delle serie minori. Gli ultimi sono quello della serie B vinto dal Curno nel 2002, quello della serie C nel 2007 del San Paolo d’Argon e i due consecutivi in serie D dal Ciserano Belninì nel 2011 e dal Castelli Calepio l’anno successivo.
Un palmarès invidiabile che fa della nostra provincia un caposaldo di questo sport anche se negli ultimissimi anni la presenza delle squadre “targate BG” in campo nazionale è meno numerosa rispetto solo a qualche anno fà
La crisi economica che sta interessando il mondo intero, sta infatti limando le risorse disponibili per le società sportive. In particolare quelle delle discipline meno conosciute e meno pubblicizzate dai media.
Tantissimi sono pure i giocatori orobici che militano in serie A e B con squadre di altre province o regioni. Un gruppo di atleti di prim’ordine che sommati ai risultati conquistati dalle “nostre” società. colloca la nostra provincia in una delle primissime posizioni tra quelle più tamburellistiche d’Italia.
“Tutto questo ci lusinga, ma il merito va alle società, ai giocatori e ai tecnici. Sono i loro risultati che ci permettono di collocarci ai primi posti nazionali della disciplina che pratichiamo.” Ubiali è presidente provinciali da pochi mesi ma segue il tamburello praticamente da sempre. “Seguo questo sport sin da ragazzino essendo nato a Ciserano dove si pratica da tanti anni. La passione me la trasmessa il papa Angelo “Oro” che mi dicono sia stato uno dei migliori giocatori provinciali a cavallo degli anni 1950 e 1980. Sino allo scorso anno sono stato presidente del sodalizio del mio paese. Incarico che ho lasciato visto che le società mi hanno eletto a capo di tutto ll movimento provinciale. Un incarico che con tutti gli altri consiglieri cerchiamo di sostenere con entusiasmo e passione, ma tra qualche difficoltà per la mancanza di risorse dovute in gran parte al momento economico sfavorevole. Anche i contributi degli sponsor, delle istituzioni e della federazione sono minime. Comunque come Comitato provinciale abbiamo messo in cantiere una serie di iniziative sia per promuovere il nostro sport nelle scuole e quindi tra i giovani, sia per dare maggiore visibilità a tutte le società.”
Gli altri Consiglieri in carica del Comitato provinciale sono: Flora Benini (Castelli Calepio), Corrado Gatti (Arcene), Alfio Ghezzi (Marne), Giovanni Locatelli (Curno), Luciano Locatelli (Dossena) e Osvaldo Mogliotti (Dossena).
A livello nazionale il dirigente bergamasco che occupa la posizione istituzionale più importate è Pierangello Beretta. Anche lui ha un passato di presidente di società (il Madone n,d,r) e da 12 anni è vice presidente vicario della FIPT. Attività giovanile, promozione, istruzione dei quadri societarie e tecnici è l’ambito federale in cui si occupa. “Sono i settori - afferma - in cui bisogna investire il maggior numero di risorse possibili per migliorare sia come numero di praticanti, sia come valore dello sport che proponiamo”
- Uno sport che ha una storia antica a Bergamo…..
“Sicuramente molto più di altri maggiormente conosciuti. Purtroppo è anche uno sport non facile da apprendere e questo limita la diffusione anche se negli ultimi anni c’è stato un incremento tra i giovani dovuto soprattutto alla collaborazione con molte scuole. Nella nostra provincia grazie al buon lavoro del nuovo Comitato a breve partiranno dei corsi per dirigenti e tecnici al fine di qualificare ulteriormente la nostra proposta, ma soprattutto per far crescere il movimento che nella bergamasca è radicato profondamente. Non in tutte le zone, è vero. In Val Seriana, per esempio, come in altre zone non siamo presenti con nessuna società. In altre invece il tamburello fa parte della quotidianità sportiva essendo una passione tramandata nel tempo. Una passione vera che ha le possibilità e le potenzialità per crescere ulteriormente.”
(Fonte: archivio articoli L’Eco di Bergamo)